METATARSALGIE

DEFINIZIONE 
Il temine “metatarsalgia” indica genericamente un dolore alla regione metatarsale; si tratta pertanto di un sintomo e non di una malattia.
Tuttavia quando si parla di metatarsalgia si fa riferimento a una situazione di dolore acuto o cronico riferito

alla regione metatarsale anteriore in zona di carico secondario ad alterato carico meccanico.
Le cause sono pertanto un eccessivo carico che induce nel tempo alterazioni di tipo infiammatorio e/o microtraumatico sulle strutture osteoarticolari, in particolare sulle articolazioni metatarso-falangee e sulla parte terminale dei metatarsali.
L’eccesso di carico può verificarsi su piedi morfologicamente normali per sollecitazioni anomale (es. atleti che praticano corsa di lunga distanza) o per eccesso ponderale; tuttavia nella maggior parte dei casi si verifica in piedi cavi, che presentano comunque un carico prevalente all’avampiede, o in soggetti con alluce valgo; in questo caso la metatarsalgia interessa i raggi centrali (II e III in particolare) per insufficienza funzionale del I° metatarsale.
Casi più rari di metatarsalgia di origine biomeccanica sono secondari ad alterazioni congenite o acquisite di lunghezza di singoli metatarsali o ad anomalie di livello, come ad esempio negli esiti traumatici.

 Caratteristiche ipercheratosi plantari in paziente con metatarsalgia di tipo meccanico

 

 

 

Fig. 1
Caratteristiche ipercheratosi plantari in paziente con metatarsalgia di tipo meccanico.

 

 

 

 

 

 

SINTOMATOLOGIA
Si manifesta con dolore riferito alla parte anteriore del piede generalmente in sede plantare in corrispondenza delle teste metatarsali interessate; il dolore compare in maniera caratteristica al carico ed alla deambulazione mentre non è presente a riposo.
In genere col tempo compaiono caratteristiche callosità alla pianta del piede in corrispondenza dei punti maggiormente sollecitati.
Se il sovraccarico interessa maggiormente l’articolazione metatarso-falangea si riscontra una sintomatologia infiammatoria articolare caratterizzata da dolore e tumefazione locale spesso accompagnata da sinovite, cioè gonfiore e versamento causato da infiammazione della membrana che riveste l’articolazione.
Una forma particolare di metatarsalgia che compare in maniera relativamente acuta è la frattura da “stress” o da “durata” di un metatarsale; è una frattura che si verifica non per un trauma unico bensì per microtraumi ripetuti da eccessivo carico, analogamente alle fratture dei metalli sottoposti a sollecitazioni ripetute.
Si manifesta con dolore localizzato in genere al collo di un singolo metatarsale accompagnato da tumefazione locale; la radiografia nelle prime settimane può essere del tutto negativa e manifestarsi solo ad una certa distanza con formazione di callo osseo riparativo.

 

 

TRATTAMENTO

Il trattamento nei casi più lievi può essere il semplice cambiamento di alcune abitudini (es. evitare uso di calzature con eccessivo tacco, evitare attività sportive impegnative, evitare l’eccessiva stazione eretta o correggere il sovrappeso).
In casi più importanti occorre ricorrere all’uso di plantari costruiti su misura in idoneo materiale in modo da scaricare le zone del piede sottoposte ad eccessiva pressione e rimettere in carico aree della pianta non adeguatamente utilizzate.
In casi selezionati, e comunque in generale solo dopo un tentativo di trattamento con plantare, si può ricorrere ad un trattamento chirurgico; si tratta di interventi che hanno come finalità l’accorciamento o il sollevamento dei metatarsali interessati.
Questo effetto viene ottenuto con interventi di “osteotomia” (cioè sezione chirurgica dell’osso); l’intervento prevede in genere l’impiego di mezzi di sintesi e un adeguato periodo di riposo di almeno 3 settimane.
Si tratta comunque di interventi piuttosto delicati in quanto non esiste una regola precisa per calcolare di quanto il metatarsale vada accorciato o sollevato; esiste pertanto un certo rischio di recidiva o di non completa risoluzione del disturbo e pertanto si ricorre a questi interventi solo in casi selezionati.